Alcide Cotturone. Cenni biografici | TERRE MARSICANE.com

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Alcide Cotturone. Cenni biografici

Alcide Cotturone é nato a San Potito di Ovindoli il 21-7-1924. Laureato in Lettere classiche, subito dopo il conseguimento del titolo accademico ha insegnato per circa un decennio nelle scuole medie inferiori e superiori dello Stato. Abbandonato 1'insegnamento, nel 1960 entro nel giornalismo professionistico come redattore de " Il Quotidiano " di Roma. Dal 1964 dirige il settimanale " Realtà Politica ". Poeta, saggista, narratore, non ha voluto mai pubblicare in volume le sue opere. Se si eccettua una sua ampia ed originale monografia, " Poesia e Cristianesimo ", apparsa nel 1958 nell'opera enciclopedica " La somma del Cristianesimo ", curata in due grossi volumi da p. Raimondo Spiazzi, gli scritti del Cotturone hanno visto la luce soprattutto in pubblicazioni periodiche e giornali.

Vincitore di un concorso internazionale per un articolo sulla fisarmonica. Alcuni suoi pezzi di narrativa sono stati ripresi dai giornali ed inseriti in antologie per la scuolamedia. Elzevirista de " Il Quotidiano " per circa un decennio, ha forse dato in questo particolare settore giornalistico il blocco più cospicuo e significativo della sua produzione di scrittore. Ha collaborato e collabora a numerosi giornali e pubblicazioni periodiche, tra cui citiamo i più importanti: " Osservatore romano ", " Il Popolo ", " Il Giornale d'Italia ", " Stato Sociale ", Indice d'oro ", " Parola e libro ", " Studi sociali ", " Cinquedue ", " Corriere amministrativo ", " Relazioni ", " Il centro ". Cura anche servizi per la Radio Vaticana. Per la sua attività poetica, distribuita in quattro raccolte inedite, ha ricevuto lusinghieri attestati e segnalazioni d'onore in concorsi nazionali. Alcune sue liriche apparvero su " L'Albatro " di Avezzano e su " Il Crivello " di Napoli.

Giudizi critici

Amato Amans:
" Sono sommamente orgoglioso di essere uno dei primi lettori "segreti" delle poesie di questo giovane, che umanamente e artisticamente e quasi maturo. Non si pensi che il mio sia un linguaggio di sciocca adulazione e di piatto servilismo: parlo con tutto l'entusiasmo che si può provare alla scoperta di un altrettanto imprevisto quanto desiderato tesoro. E tesoro, anche se in forma grezza e sconveniente, mi sembrano i due copioni dattiloscritti: " Le spie innocenti " e " Tormenti genuflessi ".
(da " Un poeta sconosciuto: Alcide Cotturone ", " Controvento ", Pescara, giugno-luglio 1952).