La Chiesa che domina sul monte a circa 1200 metri sul livello del mare. Lassù, nella vetusta Chiesetta, già chiamata Romitorio nel documento citato del 1703, sulle cui pareti ancora appaiono ben distinti degli affreschi che resistono al tempo, si venera la dolce Madonna, cara al cuore di ogni Civitano.
Per quella Immagine, che la fantasia di una gente e un amore secolare hanno avvolta nell'alone della leggenda, la popolazione di Civita serba da epoche assai remote la devozione più profonda, un culto forse ultramillenario, tramandato da una generazione all'altra in una ininterrotta tradizione, attraverso l'incessante e vano susseguirsi di anni e di eventi.
Nel martedì di Pasqua, il Parroco e il popolo di Civita salgono al monte in processione a pregare la Madonna della Ritornata; e ogni anno, alla fine di agosto, la cara Madonna scende dai monti fino al paese a perpetuare nell'incontro con i figli, in una manifestazione commovente di entusiasmo, alle prime ore della notte già trapunta di stelle, la protezione, esercitata per secoli dalla Vergine su Civita d'Antino.
È una cerimonia, suggestiva che si ricollega al passato e ripete ogni anno la fede e l'amore della nostra gente.