Il Sindaco di Canistro Angelo Mariani ha inaugurato sabato 1 dicembre 2007 a Canistro Superiore un monumento commemorativo per ricordare le vittime in occasione centenario della tragedia mineraria di Monongah, paese del West Virginia, in cui nel 1907 un'esplosione in miniera causò numerosissime vittime.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili , politiche e religiose , erano presenti ,tra gli altri , l'Assessore della
Regione Abruzzo , Giovanni D'amico, il Consigliere Regionale Angelo Di Paolo, il Presidente della Comunità Montana Valle Roveto, il Presidente dell'Anmil - Provinciale Luigi Bonanni , l'Assessore alle attività produttive della Comunità Montana , Mauro Antonini, organizzatore insieme all'Amministrazione omunale del toccante evento. Per il mondo militare erano presenti il Capitano Benedetto Iurlaro -Compagnia di Tagliacozzo, le rappresentanze dei Gruppi Alpini e dei Carabinieri in congedo.
Il monumento è stato realizzato per ricordare i minatori
italiani periti nella tragedia; una delle vittime era un giovane di Canistro,
Giuseppe Marinetti, partito nel febbraio del 1907 e morto nel dicembre dello stesso anno nella miniera di Monongah, a soli 18 anni.
A Seguito della celebrazione della funzione religiosa , tutti i presenti si sono recati presso il monumento dedicato ai caduti di Monongah , inaugurato dal Sindaco Angelo Mariani che ha ricordato come questo monumento sia il primo realizzato nella Valle Roveto e in Abruzzo in ricordo di quella tragedia. Con la strage nella miniera del West Virginia
,svaniva all'improvviso e in maniera violenta il sogno nel cassetto per tutti i giovani emigrati nella terra d'America.
La stragrande maggioranza di questi era composta da braccianti e da contadini, di conseguenza per la maggior parte di loro, non avendo un mestiere alle spalle, la destinazione era quella delle miniere del West Virginia.
"I martiri di Monongah - commenta il Sindaco Angelo Mariani - e il nostro concittadino perito in quella
tragedia, rappresentano ancora oggi il simbolo di una speranza sempre viva; sia per il forte attaccamento al lavoro e ai valori della famiglia che ha animato quegli uomini semplici ma tenaci, sia per la forza di volontà con la quale i giovani di quel tempo hanno saputo sfidare le distanze e le sofferenze per offrire migliori condizioni di vita ai loro ongiunti."