Museo Pinacoteca Castello Orsini Colonna
La Galleria Civica d' Arte Moderna di Avezzano raccoglie, dopo averne fatto un Censimento scrupoloso ed una catalogazione, il materiale posseduto a partire dal 1949, anno della Prima Mostra Marsicana di Pittura che in seguito si sarebbe chiamata Premio Avezzano.
Ai premi-acquisto delle varie edizioni, si sono aggiunge in questi ultimi mesi alcune significative donazioni che hanno di molto arricchito il già cospicuo patrimonio di opere, che ovviamente nella loro datazione rispecchiano percorsi critici, tendenze culturali diverse e talora contrastanti, risultato di connessione di determinati periodi storici con particolari fermenti creativi in continua e radicale evoluzione.
Chiesa Santa Maria in Valle Porclaneta
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In Abruzzo, nella regione Marsicana, in, fondo ad una valle solitaria che si adagia alle pendici del Monte Velino nella conca del lago Fucino giace una piccola chiesa che, sfidando il tempo, conserva miracolosamente la sua struttura e la suppellettile interna di eccezionale fattura.
Tale piccola chiesa è quel che rimane di una badia benedettina costruita circa verso la metà del secolo XI, successivamente abbandonata dai monaci e di cui oggi non rimane traccia.
Essa conserva ancor oggi il suo nome antico: Santa Maria in Valle Porclaneta, dal nome della valle " Porclaneta "in cui fu fondata.
Santuario della Madonna dei Bisognosi
Vi si giunge per una comoda strada che si stacca dalla provinciale di collegamento tra Rocca di Botte e Camerata Nuova ed è unito a Pereto da un sentiero montano e da una via campestre asfaltata. Fino agli ultimi anni Settanta un ampio flusso di pellegrini, provenienti dalle vicine valli del Turano, del Salto, dell'Aniene, ma anche dal Fucino e da più lontano, percorrevano l'ultimo tratto a dorso di mulo o a piedi.
Museo dell'Oriente
Il Museo custodisce un'interessante collezione di antichità egiziane, orientali, etiopiche, oltre alla raccolta numismatica e fialtelica (attualmente da catalogare ed esporre). molto del merito dell'esistenza di questo importante museo va a due straordinari personaggi ambedue appartenenti all'ordine francescano: padre Gabriele Giamberardini e padre Tommaso Casale: il primo operò in Egitto per circa un ventennio (dal 1950 al 1970) in qualità , tra l'altro, di docente del seminario Orientale di S. Cirillo a Giza e di Prefetto degli Studi nella Missione dell'Alto Egizio, e portò in Italia un quantitativo ragguardevole di reperti archeologici, in parte affiatata per la conservazione, al santuario di Maria SS.ma dell'Oriente in Tagliacozzo.
Museo Castello Piccolomini
Suggestivo e imponente è il Castello Piccolomini di Celano, nel suo interno è ospitata la Mostra di Arte Sacra Marsicana. E' sorto per la decisa volontà del Soprintendente Renzo Mancini, in collaborazione con la Diocesi dei Marsi, per esporre, tutelare e valorizzare il patrimonio artistico marsicano. La raccolta museale è costituita da opere d'arte precedentemente esposte nel Museo Nazionale di L'Aquila e opere provenienti dal Museo di Palazzo Venezia di Roma dove erano state trasferite in seguito al terremoto del 1915; nel Museo sono confluiti inoltre quei beni artistici che non godevano delle necessarie misure di sicurezza nelle chiese in cui erano custoditi.
Museo Naturalistico P.N.A.L.M.
Di interesse culturale, naturalistico e scientifico è la visita del Museo nel Comune di Pescasseroli. All'interno del Centro oltre ad un'area coperta in cui si possono ammirare animali imbalsamati, attrezzi del mondo pastorale abruzzese ed un cospicuo materiale riguardante la flora e la fauna locale, vi sono "custoditi" in appositi recinti alcuni esemplari di animali che non sono stati espressamente catturati per essere esposti al pubblico, ma si tratta di animali nati in cattività , oppure rinvenuti feriti e quindi curati e ormai assolutamente dipendenti dall'uomo.
Gli itinerari nel comune di Pescasseroli
IL Comune di Pescasseroli é situato nel Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise ed é meta di molti itinerari escursionistici da panorami molto vari e interessanti dove vive la più rara fauna del Parco dall'Orso bruno marsicano al Lupo appenninico, dal Camoscio d'Abruzzo al Cervo, dalla Lontra all'Aquila Reale.
Il centro storico di Ortona dei Marsi
Suggestivi ed affascinati i vicoli e le stradine di questa località caratterizzati da molti elementi architettonici di grande valenza storica, come la torre posta nella parte alta del paese o gli antichi portali, caratteristiche le porte per accedere all'interno della parte antica dove gli archi conservano ancora la loro struttura originale.
Castello Piccolomini di Ortucchio
Castello Piccolomini di Ortucchio rappresenta un esempio di struttura fortificata medievale rara e probabilmente unica nella sua tipologia architettonica condizionata, con i suoi elementi strutturali, a vivere nel lago e con il lago. ll suo impianto, infatti, fu determinato dalla presenza dell'isolsa di Ortucchio, l'unica isola del lago Fucino occupata da insediamenti umani.
Casa Museo Mazzarino di Pescina
L'istituzione casa museo Mazzarino si trova in un palazzina, costruita nel 1971-72 per merito dell'illustre "mecenate"milanese, L'ing. Gervaso Rancilio, posta nella parte alta di Pescina, a pochissima distanza dalla tomba di Ignazio Silone. E' noto che. all'origine, del "Museo mazzarino" di Pescina, vi è anche l'interessamento (culturale e finanziario) della Francia, ed in particolare della signora Madaleine Laurien Portemer, direttrice della "Biblioteca Mazzariniana" di Parigi.
La Francia è tuttora presente, nel senso che di lì provengono ancor oggi i contributi finanziari e culturali più importanti. Un salone a pian terreno funge da biblioteca e da sala lettura (vi sono anche alcune grandi foto di Pescina prima del terremoto). Un ampio salone superiore ospita il Museo vero e proprio, dove sono esposti (in apposite bacheche) molti documenti riguardanti la vita e le opere del Cardinale Mazzarino.
Ad ogni visitatore viene consegnato un opuscolo illustrativo contenente i dati più significativi della vita del cardinale, si può inoltre prendere visione del materiale bibliografico, che consiste in libri e opuscoli "Mazzariniani" (opere del Cardinale, Biografie, saggi storici ecc..).Tra i rari cimeli vi è un volume manoscritto, donato al Museo da un Generoso Cittadino pescinese, il Dott. Antonio Villanucci: si tratta della vita dell'Em.mo Cardinal Mazzarino, scritta nel XVIII° secolo dal napoletano Luigi Parlati.
Infine quasi a far da corona alla bibliografia Mazzariniana la Casa Museo Mazzarino sta diventando anche biblioteca specializzata in pubblicazioni sull'Abruzzo. Questo importante centro culturale di Pescina, in gestione al Comune, ricopre un ruolo fondamentale anche sotto l'aspetto turistico, i visitatori che appongono la firma sul registro d'ingresso sono oltre seimila l'anno; ma si calcola (senza timore di esagerare) che siano almeno il doppio coloro che si recano a Pescina da ogni regione d'Italia e dall'estero, studiosi e studenti, turisti e villeggianti e semplici curiosi. Va detto che durante i periodi estivi L'edificio ospita anche rassegne e mostre di Arte contemporanea.
Centro Studi Ignazio Silone
Il Centro Studi Siloniani si trova nell'ex convento dei Minori Conventuali A Pescina, il convento dei Minori conventuali fu edificato ai tempi di S. Francesco d'Assisi. Al convento fu aggregata la chiesa di Santa Maria Annunziata, che poi fu chiamata S. Francesco di Assisi ed infine S. Antonio da Padova.
Il convento fu soppresso nel decennio dell'occupazione militare con l'avvento dell'unità d'Italia (1863-1872) e con l'applicazione delle "leggi eversive": "leggi Siccardi" del 1850 e le successive leggi del terzo "Governo Cavour". Esso fu adibito ad altri usi. Divenne teatro comunale; restava aperto dall'autunno sino alla primavera e vi recitavano buone compagnie che portavano drammi e commedie di recente pubblicazioni.
Vi si esercitava, inoltre, il concorso bandistico di Pescina che raggiunse fama e prestigio nelle grandi città e all'estero tanto da essere denominato: "Leonessa d'Italia". Dopo il terremoto del 13 gennaio del 1915, "La Lega dei contadini", di ispirazione socialistica, svolgeva le assemblee nel cortile dell'ex convento. E' da notare anche che la "Lega" aveva" un quadro che raffigurava Cristo Redentore avvolto in un lungo camice sormontato dalla scritta: "Beati gli assetati di giustizia", mentre sotto il quadro c'era la tromba di Lazzaro, ricordata da Silone sia in "Uscita di Sicurezza" (ed. Longanesi p. 43) che in "Una Manciata Di More" (Oscar Mondadori p. 290-291). Varie volte Silone, da ragazzo, si intrufolava in quelle assemblee (Uscita di Sicurezza ed. Longanesi 44).
I contadini, usciti dal torpore e dalla sudditanza di servi della gleba, lottavano contro il Principe Torlonia per possedere le terre da lavorare, rivendicando l'antico diritto di pesca su l'ex lago di Fucino. Allo scopo veniva pubblicato un giornale a due facciate che aveva per titolo: "La Vanga". Ignazio Silone espresse l'anelito di libertà e di riscatto nel suo primo e più celebre romanzo: "Fontamara", mettendo a nudo i problemi del Fucino (1930). Comunque, prima e dopo il terremoto del 1915, ricorrenti erano i canti seguenti: "Oili Oilà la Lega cresce e noi socialisti vogliamo la libertà ; e voi care madri per amore dei vostri figli, alzate la bandiera la bandiera dei socialisti". Non mancava nel canto una sferzante e mordace invettiva contro il Clero. Anche la propaganda elettorale del tempo era fatta di ritornelli cosi intonati: "Scellingo poverino sta accosto alla regina; Trapanese con i "miliuni" se la fa con i "mascalzuni". L'ex convento degli anni 1930 e seguenti, in pieno faiscismo, divenne carcere mandamentale.
Infine, durante la seconda guerra mondiale (19A0-1945), fu abbandonato e ridotto in uno stato pietoso. Negli anni successivi alla morte di Ignazio Silone (1978), è stato trasformato in Centro Studi Siloniani, sotto la guida della Intendenza delle Belle Arti, a salvaguardia delle mura perimetrali e di quanto fa parte dell'arte stessa. E' la sede ufficiale quindi di detti studi. Il primo convegno è stato effettuato nei giorni 8-9-10dicembre 1988, sotto il patrocinio della Regione Abruzzo, con il titolo: "Silone Scrittore Europeo". Il premio, a carattere internazionale, è stato assegnato allo scrittore dissidente polacco Kazimierz Brandys, per il diario politico: "Mesi" (ed. Est-Ovest), attualmente esule in Francia, a Parigi. Silone, ricordato e situato nell'ex convento, fu profeta del suo avvenire.
Al Centro Studi Siloniani, infatti, si possono applicare le parole scritte nel frontespizio dell'ex Seminario di Pescina: "Post Fata Resurgam". "Dopo la calamità risorgerà ". Ecco in sintesi le attuali condizioni del "Centro Studi Siloniani". Il cortile lastricato con ciottoli fa pensare alla antica sede dei frati conventuali. Esso tuttavia, dopo la ristrutturazione del locale, presenta caratteristiche ed elementi adatti alle moderne esigenze per un centro di studi sia per l'ampiezza che per il totale isolamento con l'esterno. Del tutto chiuso ai quattro lati, si presta a riflessione e a raccoglimento avvincenti. Infine il teatro con platea e galleria, la sala delle conferenze, alla quale si accede con ampia scala, le varie stanze di studi, l'alloggio del custode, la scala di servizio danno all'edificio, oltre all'armonia architettonica, una spiccata efficienza.
All'interno del centro studi è importantissima la presenza della biblioteca e dell'archivio Siloniano, Dono della Moglie Darina. E' inoltre visibile un'importante esposizione di materiale inerente la vita e la storia di quell'importante uomo di cultura che è Ignazio Silone. L'edificio ospita una annualmente il Premio Internazionale Ignazio Silone, a cui partecipano e vengono premiati i più importanti nomi nel panorama culturale internazionale.
Il Santuario di Sant'Angelo
L'ingresso alla Grotta e protetto da una cancellata in ferro con l'apertura al centro sorretta da due colonne in muratura. L'apertura della Grotta e larga una decina di metri e alta circa 3 metri, mentre la sua cavità e larga circa 20 metri e lunga 40 metri. La nascita della Grotta fu sicuramente causata da una frattura, provocata da un abbassamento del terreno. Essa e divisa in due piani con due scalinate e una strada che, durante gli esercizi spirituali serve per le processioni all'interno, specialmente in caso di pioggia.
Nel piano terra a destra, si trova la cappella dedicata alla Madonna Addolorata, la quale tiene fra le braccia Gesù denudato. Su questo altare durante gli esercizi spirituali inizia e termina la pia pratica della via Crucis; inoltre si celebra ogni anno la S. Messa in suffragio dei fratelli defunti deceduti durante l'anno. Nella parete laterale, che si leva dal piano inferiore a quello superiore, sono racchiusi i resti mortali di dotti sacerdoti, rettori e Direttori Spirituali del Santuario. Li ricordiamo: Arciprete Don Francesco Siciliani Arciprete Don Martino Siciliani Padre Enrico Iacovitti O.F.M. Le loro tombe recano questa dicitura: DEO OPTIMO MAXIMO.
Qui riposano le ossa dei sacerdoti Don Francesco e Don Martino Siciliani. Il primo morto nel 1777 di anni 91, il secondo nel 1826 di anni 81, per due volte predetto da Lui stesso sulla sua ultima infermità . Furono Padri amatissimi dei poveri uomini, dottissimi veri prodigi dei due secoli, Arcipreti di questa terra di Balsorano, Vicari Foranei di Valle Roveto, inquisitori sinodali, cappellani delle armi reali, direttori spirituali in questa Grotta di S. Angelo, grandi filosofi e dottori in ambo le leggi, teologi insigni, oratori massimi. Francesco Siciliani, pronipote fece dissotterrare queste venerabili ceneri nella già diruta Chiesa di S. Maria della Croce e racchiuderle a perpetua memoria di tutti in questo venerando luogo il 6 aprile dell'anno 1813. Padre Enrico Iacovitti, Francescano, nato a Balsorano il 18 febbraio del 1894, morto il giorno 6 marzo del 1968. Restauro spiritualmente e materialmente questo luogo. Il 2 maggio del 1985 i suoi resti mortali furono tratti dal cimitero di Balsorano per essere racchiusi a perpetua memoria in questo santo luogo. Al centro delle due scale che portano al piano superiore c'e la cappella con l'immagine di S. Antonio di Padova e S. Giuseppe in ceramica, con l'altare in travertino donato dalla famiglia di Bucciarelli Eugenio.
La scala di destra, composta di 23 gradini in pietra locale, conduce alla cappella di San Michele Arcangelo. Il dipinto, che ritrae S. Michele Arcangelo mentre schiaccia Lucifero e una copia del famoso pittore Guido Reni e fu realizzato intorno al 1880 dal pittore Sorano Costantino Giacchetti, lo stesso autore del dipinto della Madonna Addolorata. La scala di sinistra, chiamata "Scala Santa", e composta da 27 gradini, e conduce alla cappella della Madonna dello Spirito Santo. L'altare e stato modificato nell'anno 1954 ed e stato appoggiato a quello gia esistente. L'immagine della Madonna dello Spirito Santo e un affresco dipinto il 5 maggio 1553 da ignoto. Quest'ultimo, dipinto su intonaco attaccato alla roccia, anche se non risplende per finezza d'arte, ha valore di antichità ma soprattutto di devozione: grazie ad esso tantissimi pellegrini hanno ritrovato la serenità , l'amore e la fede.
Nella parte sinistra della Grotta, prima di entrare in un cunicolo che da pochi anni e stato precluso a causa di un masso staccatosi dalla volta, si trova una croce in ferro: fino al 1969 ai piedi di questa Croce, nel giorno della vigilia della festa di San Michele, subito dopo la processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata, tutti i fratelli presenti cantavano inni alla Croce fino a notte inoltrata. Si racconta ancora oggi che questo cunicolo collega la grotta di Balsorano con quella di Monte Sant'Angelo nel Gargano in Puglia.
Esiste anche un racconto tramandato da fratello in fratello che narra di due persone appartenenti alla famiglia Cianfarani le quali esplorarono questo cunicolo camminando per due giorni e due notti. Queste, vistosi nella impossibiliti di trovare il suo termine a causa delle mancanza di ossigeno, furono costrette a tornare indietro.
La Sponga
Lasciato Canistro Inferiore, si prende la strada asfaltata che sale con forte pendenza al vecchio paese. A destra, quasi rasente alla strada, precipita rumorosamente un ruscello abbondante di acqua, è l'acqua della Sponga, dove si pescano trote.
Il Santuario della Madonna della Ritornata
La Chiesa che domina sul monte a circa 1200 metri sul livello del mare. Lassù, nella vetusta Chiesetta, già chiamata Romitorio nel documento citato del 1703, sulle cui pareti ancora appaiono ben distinti degli affreschi che resistono al tempo, si venera la dolce Madonna, cara al cuore di ogni Civitano.
Per quella Immagine, che la fantasia di una gente e un amore secolare hanno avvolta nell'alone della leggenda, la popolazione di Civita serba da epoche assai remote la devozione più profonda, un culto forse ultramillenario, tramandato da una generazione all'altra in una ininterrotta tradizione, attraverso l'incessante e vano susseguirsi di anni e di eventi.
Nel martedì di Pasqua, il Parroco e il popolo di Civita salgono al monte in processione a pregare la Madonna della Ritornata; e ogni anno, alla fine di agosto, la cara Madonna scende dai monti fino al paese a perpetuare nell'incontro con i figli, in una manifestazione commovente di entusiasmo, alle prime ore della notte già trapunta di stelle, la protezione, esercitata per secoli dalla Vergine su Civita d'Antino. È una cerimonia, suggestiva che si ricollega al passato e ripete ogni anno la fede e l'amore della nostra gente.
Zompo lo Schioppo
La suggestiva cascata di 80 m, la più alta dell'Appennino fra quelle naturali. Risulta molto bella anche per lo scenario che la circonda, infatti vi sono tante specie vegetali ed animali che vi vivono. La limpidezza di quella lingua di acqua, che scende per formare altri rivoli biancheggianti, dopo un bel salto dalla roccia a strapiombo, è eccezionale e la gente, nelle festività e ricorrenze estive e pasquali, vi si reca a trascorrere ore liete; la natura intorno si manifesta in tutta la sua forza e splendore, per cui ci si trova immersi in ambienti oltre che di rara bellezza, di salubrità , di ristoro e tonificanti dell'organismo.
Madonna del Cauto
Lassù sopra lo Schioppo, ma molto più in alto, tra rocce scoscese ed inaccessibili, costruirono la Chiesetta della Madonna del Cauto.Scavata nella roccia come una grotta: due pareti sono addossate alla roccia e le altre due sono di pietra. Non molto distante dalla chiesetta si leva una grossa pietra con un buco enorme, per dove possono passare anche persone o animali. In dialetto cauto significa buco e la chiesetta é passata alle generazioni col nome di Chiesetta della Madonna del Cauto.
Ecomuseo
Tutto l'allestimento dell'ecomeseo mira ad ottenere il maggiore coinvolgimento possibile del visitatore che da semplice osservatore si trasforma in visitatore attivo.
E' un'esposizione di grande suggestione, realizzata attraverso il recupero di un antico edificio, che si avvale delle più aggiornate tecniche allestitive e scenografiche e delle più recenti esperienze di museografia delle scienze naturali. Un piccolo gioiello concepito per esplorare, scoprire, capire il territorio della Riserva Naturale di Zompo lo Schioppo e della Valle Roveto. Un percorso espositivo che sperimenta nuove strade più comunicative nel campo della didattica museale e che proprio per questo si presta perfettamente a un tipo di fruizione partecipe e consapevole da parte dei ragazzi.